lo spazio bianco
letture
Articoli
Interviste
Recensioni
Speciali
Feed RSS  aiuto!!
letture
Ante Litteram
Preview Confidential
On the Web
BreVisioni
Anafi e vecchi fumetti
Oltre le nuvole
Editoriali
letture
istruzioni
il fumetto e l'arte
galleria
monografie
contatti
scrivi alla redazione
collabora con noi!
redazione
scambio banner
letture
lospaziobianco.it su
google groups!
clicca qui per iscriverti

Notepad

[Valid RSS]

Scarica Firefox!!!

hosting by:
il leader del web hosting italiano

SMS Hosting:
SMS Hosting

letture
[home]  >>  sezione: recensioni

recensioni più recenti
Oggetti smarriti
Shaun Tan
Elliot edizioni, 2009 - 70 pagg. col. cart. - 16,50 €

Copertina del volumeLeggere le storie di Shuan Tan significa entrare in mondi dove ogni elemento, seppur apparentemente lontano dalla nostra realtà, porta con sé un significato e un messaggio.

Oggetti smarriti risale al 1999 e mostra uno stile grafico assai diverso rispetto a L'Approdo, ma pur sempre un Tan che già all'inizio della sua carriera di narratore aveva ben chiari i suoi propositi.
Oggetti smarriti raccoglie due piccoli racconti dell'autore affermatosigrazie a L'Approdo, una storia che ha già affascinato per la sua ricchezza di suggestione e capacità di far riflettere.
I toni di grigio de L'Approdo mostrano sia forme realistiche, che elementi totalmente fantastici dal valore metaforico; in queste due storie i colori e le forme astratte fanno pensare ad un racconto per bambini, una novella dalle atmosfere sognanti, con un significato non evidente e più difficile da svelare rispetto a L'Approdo.

In entrambe le storie si racconta la ricerca e la necessità di trovare un qualcosa o qualcuno a cui appartenere. Nel primo viene trovato un oggetto misterioso sulla spiaggia. È il narratore a definirlo misterioso, perché in realtà per il lettore ogni oggetto e personaggio raffigurato in queste pagine appare misterioso, surreale. Ci viene detto che questo oggetto non ha padrone, e non è affatto al suo posto, ma è evidente come sia assai ingombrante. Il protagonista si sente così in dovere di riassegnare questo oggetto smarrito al suo legittimo proprietario o al posto da dove viene, solo così ognuno potrà di nuovo essere in pace. A scorrere le parole di questa novella illustrata ci rendiamo conto che ciò che fa il protagonista è la stessa cosa che facciamo anche con noi con la nostra vita, per dargli un senso, ci cerchiamo un posto e delle persone a cui appartenere. È la stessa cosa che fa la protagonista del secondo racconto. La giovane cammina, sembra vagare, finché non trova la sua meta e si ricongiunge con l'albero che la attira e che la ama.

Sono storie che hanno un comune denominatore, un significato forte, raccontato attraverso immagini suggestive, attraverso disegni che fanno riferimento a grandi nomi dell'illustrazione e del fumetto di oggi come Dave Mckean (un parallelo impensabile per L'approdo), ma che non temono paragoni più colti, magari alla cultura surrealista dell'italiano Giorgio De Chirico. Shuan tan non si ferma infatti alla superficie delle cose, o delle immagini, che usa invece in un metafisico gioco con la mente del lettore, che ad un primo incontro con l'opera dell'illustratore australiano rimane incantato dalla sue rappresentazioni e poi affascinato dalle riflessioni che sa suscitare.



invia articolo  invia per e-mailstampa articolo stampa2010-05-10 16:31:14 
Valerio Stivé 
 lospaziobianco.it è amico di Interactive Comics   
home page | contatti | filosofia | links | Feed RSS progettato per Mozilla Firefox 1.0+
emergency   medicines sans frontieres   amnesty international   human rights watch