Sommario: Tex #592; Devil & Hulk #158; Homo Homini Lupus; Pornofagia; Tor; Clubbing.
Tex #592 – Destini Incrociati di Tito faraci e Giovanni Bruzzo Sergio Bonelli Editore, feb. 2010 – 114 pagg. b/n bros. – 2,70€ Seconda e conclusiva parte della terza storia scritta per la testata da Tito Faraci. L'autore lombardo mostra in queste pagine tutto il suo amore per l'universo texiano e soprattutto per il personaggio di Kit Willer>: si può dire che insieme allo scrittore Hudson, metafora di Gianluigi Bonelli, avventuroso, deciso, ma anche bravo con le parole e scrittore di successo, il vero protagonista sia lui, visto sempre come un giovane alle volte imprevedibile, poco accorto anche alla sua vita, ma sempre più rapido con la pistola, preciso, deciso e simile al padre. Ecco forse la chiave di lettura che si può dare alla storia: il rapporto padre-figlio sta evolvendo, e chissà che nelle storie scritte da Faraci Kit possa prendere il posto dell'altro Kit, quel Carson stavolta lasciato da parte. Giudizio positivo per una storia dal ritmo altissimo, dalla sceneggiatura appassionata, e che si potrebbe giudicare quasi come il manifesto dell'amore dello sceneggiatore per Tex e il suo mondo, anche se alcune scene dedicate allo scrittore/disegnatore appaiono un po' stucchevoli. Ai pennelli l'ex disegnatore di Brad Barron Giovanni Bruzzo, il cui stile è molto cambiato dalle sue prove sulla prima miniserie Bonelli: infatti i disegni di Bruzzo sono più puliti, il segno si è fatto più chiaro, sicuramente più in linea con lo standard di questa testata, mantenendo tuttavia la sua peculiarità, soprattutto per quel che riguarda le ombreggiature. Pollice su. (Salvatore Cervasio)
Devil & Hulk #158 di AA VV Panini Comics, feb. 2010 – 80 pagg. col. spil. – 3,30€ Questo numero è prevalentemente dedicato a Devil, a partire dalla bellissima copertina firmata da Marko Djurdjevic. Infatti sulle sue pagine viene pubblicata l'ultima storia di Ed Brubaker, che chiude il suo ciclo sul cornetto rosso inferendogli l'ennesimo colpo della sua tormentata esistenza. Toccherà ora a Diggle & La Torre, il nuovo team creativo, sfruttare il lascito di questo episodio di lunghezza quasi doppia, che viene numerato come il 500 della testata, in virtù dei 380 della prima serie e dei 120 di questa. Un lascito non esattamente facile, cosi come non lo fu quello di Bendis allo stesso Brubaker, ma un ciclo ricco di dolore, pathos e sofferenza per Devil non poteva che concludersi con un radicale cambio di direzione per l'eroe più metropolitano della Marvel. Sicuramente positivo il giudizio per la gestione Brubaker, forse leggermente al di sotto di quella di Bendis per importanza, ma anch'essa ottima per ritmo, dialoghi, e atmosfere, anche grazie alla coppia di disegnatori Lark-Gaudiano(sostituiti alle volte da Aja) in grande spolvero e assolutamente perfetti per la testata. Assente Rulk, con Hulk presente solo grazie a due insulse storielle, la vera spalla di questo numero è She-Hulk, con il secondo numero (di quattro) della sua nuova miniserie, a firma Van Lente&Vale. Per ora la protagonista continua ad essere la figlia di Thundra e Hulk più che la cugina di Bruce Banner, e l'eccessiva presenza di flash-back e scene di scazzottate annoia un po'. La speranza è che i prossimi due numeri portino dove Van Lente vuole andare a parare.(Salvatore Cervasio)
Homo Homini Lupus di Giulio Gualtieri e Giacomo Bevilacqua Edizioni BD, 2009 – 96 pagg. b/n bros. – 9,00€ Altra puntata delle edizioni BD nella produzione di fumetti italiani, e ancora due giovani autori (classi 1985 e 1983) a cui viene offerto spazio e cura editoriale. Homo Homini Lupus appare come un buon compitino ben gestito anche se ancora non mostra molta personalità da parte dei due fumettisti. Un soggetto piuttosto scarno usato a pretesto per un divertente scontro tra un gruppo killer di fama internazionale (viene alla mente la miniserie Killer Elite, Bottero Edizioni) e una banda di lupi mannari, decisi a sterminarsi a vicenda. Buon ritmo, tono divertente e divertito, personaggi un po' troppo monocordi e "piacioni"; i disegni mostrano l'ammirazione per autori come Dell'Edera o Accardi senza scimmiottarli, con un tratto nervoso e ferino, vignette dense di ombre a neri e un buon gusto per la costruzione della tavola. Autori da tenere d'occhio, chiamati a confermare le potenzialità espresse. (Ettore Gabrielli)
Pornofagia di Andrea Cavaletto e Simone Delladio Absoluteblack, 2009 – 48 pagg. b/n bros. – 5,00€ Dietro un titolo che suggerisce violenza ed efferatezze si cela in realtà una storia che inneggia piuttosto apertamente all'amore. Amore inteso sia come eros che come affetto per i propri cari. L'ormai navigato Cavaletto, prossimo al debutto in casa Bonelli, riesce con una certa grazia a sfruttare una più o meno canonica ambientazione horror per parlare del nobile sentimento a cui l'essere umano più aspira, spesso senza ammetterlo. La trappola della retorica pende come una spada di Damocle su scelte di questo tipo, ma viene evitata abbastanza brillantemente con una sceneggiatura asciutta ed efficace. I disegni, affidati al giovane Delladio (classe 1980) presentano ancora qualche ingenuità, soprattutto nel tratto poiché la composizione della tavola è bene impostata, ma denotano un potenziale suscettibile di interessanti sviluppi. Un albetto da leggere senza pregiudizi legati al titolo o all'ambientazione (senza svelare nulla della trama, dirò solo che il mondo del porno è ben rappresentato), che lascia qualche pensiero positivo. (Paolo Garrone)
Tor di Joe Kubert Planeta DeAgostini, 2009 – 164 pagg. col. bros. – 12,95€ Sarà l'età, ma quando esce un nuovo fumetto di Joe Kubert, mi si accendono dei ricordi indissolubilmente legati alle mie prime letture. Non potevo certo mancare quindi di acquistare questo volume che raccoglie una miniserie uscita nel 2008 in USA dedicata a Tor, del quale lessi solo una storia (e pure in 3D!) nella mitica Eureka! di Castelli e Silver, credo nel 1984. La curiosità e l'attesa sono state solo in parte ricompensate: niente da eccepire sulla parte grafica, come sempre di ottimo livello (e come non può essere per uno dei migliori autori del Tarzan a strisce?), ma molto deludente, invece, per quanto riguarda l'impianto narrativo, banale, lento, non volutamente passatista. Kubert non è mai stato un grandissimo scrittore di fumetti, ma solo un ottimo e talentuoso disegnatore di scuola classica (quella degli Hogarth, Toth, Caniff) saldamente inserito, con merito, nell'industria fiorente dei comics. La dicitura in alto sulla copertina, "Pulp DC", chiarisce egregiamente il filone in cui questo fumetto è giustamente inserito. Ciò non toglie che a fatica sono arrivato in fondo, annoiato da una sequela di situazioni già viste, raccontate in maniera piatta e prevedibile. Le didascalie, poi, in questo caso sono un freno a mano tirato, anche perché, complice una stampa orribile, molte di esse si faticano a leggere. (Alberto Casiraghi)
Clubbing Andi Watson, Josh Howard Magic Press, 2008 – 152 pagg. b/n bros. – 10,00€ L'Andi Watson del bellissimo Breakfast after Noon sembra ben lontano dallo scrittore di questo Clubbing, affiacato dal segno stilizzato e spigoloso di Josh Howard, particolarmente povero per quanto riguarda sfondi e scelte d'inquadratura. La pecca maggiore di questo fumetto è che, al termine di una storia comunque onestamente gestita, l'autore perde completamente il ritmo tenuto fino ad allora e chiude con un colpo a sorpresa che, piuttosto che dare senso al tutto, sembra proprio appartenere a un'altra storia. Peccato perché la graduale scoperta della varia umanità raccolta nel paesino inglese di campagna, dove la giovane dark Charlotte viene "confinata" in punizione per un'estate, si prestava molto più alla capacità di Watson nel raccontare le piccole cose di ogni giorno che a influenze horror da teen-movie di seconda categoria. (Ettore Gabrielli)