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[home]  >>  sezione: articoli  >>  speciale: In viaggio con Madman

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Diary of a Madman
Una breve biografia di Mike Allred, creatore di Madman.

Pic#1Michael Dalton Allred nasce a Rosenburg in Oregon il 19 gennaio 1962. Incoraggiato dal padre a coltivare la vena artistica, si appassiona al mondo dei comics grazie alla corposa collezione del fratello maggiore. Con la pubertà i suoi interessi virano verso la musica, il rock in particolare, le maratone cinematografiche di film di fantascienza e la produzione horror della Hammer. L'ingresso nella Air Force Academy lo vede reporter televisivo per la rete AFRTS (American Forces Radio & Television Service), il cui quartier generale è a Ramstein, in Germania. L'incontro con un collega appassionato di fumetti lo introduce all'ambiente dei comics indipendenti di quegli anni e alla lettura di opere quali Watchmen, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro e Love & Rockets. Impegnato a realizzare servizi giornalistici ad appannaggio dei suoi connazionali trasferiti in Europa, come primo incarico documenta un disastro aereo causato dallo scontro di due Jet italiani. In quest'ambiente matura il suo interesse per la regia che lo porta a scrivere una sceneggiatura televisiva dal titolo "Dead Air", della quale disegna anche tutti gli storyboards. Questo progetto, visionato dall'editore Slave Labor Graphic che ne chiede i diritti per la pubblicazione, diventa il suo primo lavoro nel campo dei fumetti. Nel 1990 lo ritroviamo impegnato per la Caliber Press nello one-shot Creatures of the Id, storia di otto pagine che attualizza il mito di Frankenstein di Mary Shelley e costitusce una sorta di parabola sulle persone che giudicano in base alle apparenze. In questo breve racconto esordisce Frank Einstein, personaggio tormentato dall'impossibilità di farsi accettare a causa del suo aspetto fisico. Con la realizzazione, sempre per la Caliber Press, della miniserie Grafik Muzik (titolo ispirato a due negozi parigini, l'uno di arti grafiche e l'altro di dischi) Allred compie la sua prima vera commistione di generi, che spaziano “dall'approccio musicale al disegno” (definito da Allred come “rock'n'roll graphic sensibility”) alla scrittura cinematografica applicata alla costruzione delle tavole. Nei fatti Grapik Muzik si rivela un contenitore di stereotipi e cliché che attingono dall'hard-boiled, l'horror, la science fiction, uniti da un pizzico di romanticismo.

Dichiaratamente influenzato dall'opera di mostri sacri come Jack Kirby, Alex Toth e Will Eisner, il suo lavoro stenta però ad imporsi fino alla svolta del 1992 quando, nel tentativo di ricercare il successo commerciale, decide di dotare la sua creatura di un costume che ricorda uno scheletro con gli occhi infossati e linee sulla bocca a simulare denti, ribattezzandola al contempo Madman; sostantivo utilizzato dal giovane Holden Caulfield nelle pagine dell'immortale capolavoro di J.D. Salinger, The catcher in the rye. Inizia così la cronaca di un successo insperato che porterà Madman a divenire uno dei personaggi più originali e riconoscibili dell'universo fumettistico americano. La prima miniserie del nuovo corso, intitolata “The Oddity Odyssey”, edita in Italia da Smoothouse Publishing e in America da Tundra [1], vince nel 1993 il prestigioso Harvey Award. Ricca di riferimenti dichiarati, il nome Frank Einstein è un omaggio a Frank Sinatra e Albert Einstein, e di ammiccamenti all'industria del fumetto mainstream - la saetta-punto esclamativo disegnato sul costume rappresenta “il superhero factor” del personaggio (il look richiama anche il costume di Mr. Excitement, il supereroe preferito da Frank e unico ricordo del suo passato) - si impone quale miglior nuova serie. Il suggestivo bianco e nero delle illustrazioni sembra omaggiare le pellicole anni '50, nascondendo nei fatti una scelta dettata dalla penuria di mezzi economici per finanziare un progetto a colori. Proprio in quest'occasione inizia la costruzione del caleidoscopico universo allrediano che trova il suo centro gravitazionale in Snap City, città futuristica abitata da freaks, beatnik [2], creature aliene, viaggiatori del tempo, scienziati pazzi, mutanti nonchè le singolari creature del circo di Ringmaster.

In questo folgorante debutto facciamo la conoscenza dell'eccentrico cast di personaggi composto dai maldestri Dr. Flem e Dr. Boiffard, l'assistente di laboratorio Gale e dalla bellissima Josephine “Joe” Lambard, che compongono l'unica e peculiare famiglia disfunzionale del nostro eroico Frank. In “Oddity Odyssey”, ricca d'azione e rocamboleschi combattimenti a colpi di yo-yo contro il malvagio Monstadt, Allred inizia lentamente ad alzare il velo sulle origini della sua creatura. Un Jon Doe morto in un incidente stradale e riportato in vita da Flem e Boiffard durante un esperimento, che si risveglia privo di memoria e si accorge di possedere abilità particolari: una profonda empatia e straordinari poteri psichici amplificati da un'antenna sensoriale-pineale posta sulla fronte e in grado di esaltare la dimensione onirica fatta di sogni premonitori e dialoghi con il proprio Io. Racconto seminale per tutta la produzione futura, unisce temi avventurosi e divertenti con digressioni filosofiche sull'universo, Dio, l'amore e l'inafferrabile senso della vita, riuscendo nel contempo a colmare le distanze tra l'attitudine commerciale della produzione supereroistica e lo stile riflessivo del fumetto indipendente.

Nell'anno 1992 è data alle stampe la seconda miniserie di tre numeri, “Madman Adventures", originariamente concepita sullo stile del Tintin di Hergè come contenitore di archi narrativi sviluppati in 64 pagine e tuttora inedita in Italia. Le prime due uscite vedono Frank, in compagnia del Dr. Flem, perdersi nel flusso temporale e approdare nell'epoca preistorica, dove dovrà vedersela con famelici dinosauri ed un'arzilla e letale vecchietta. Nel terzo numero, ispirato al contattismo extraterrestre, la ricerca di un viaggiatore spaziale disperso sul nostro pianeta da spunto a teorie storico-archeologiche non convenzionali che porteranno il nostro eroe a fare i conti con i segreti del popolo Maya.

Pic#2Iniziano qui due importanti sottotrame: quella della dipendenza del Dottor Boiffard dal siero espandi cervello e quella delle misteriose apparizioni dei nephite (esseri immortali e discepoli di Gesù descritti nel Libro di Mormon, testo sacro dei Mormoni recentemente trasposto a fumetti da Allred in “The Golden Plates”), messaggeri che annunciano il non meglio precisato e speciale destino di Frank. In “Madman Adventures”, grazie al sodalizio amoroso e lavorativo di Allred con la moglie Laura, Snap City passa dall'illustrazione in bianco e nero al colore aggiungendo quell'elemento fondamentale a un'opera da sempre sognata in quadricromia dall'autore stesso.

Nel 1994 inizia la nuova serie di Madman, pubblicata in Italia in quattro volumi dall'editore Magic Press e in America dall'etichetta Legend della Dark Horse, presentata da Allred come una serie dove tutto può accadere. Grazie a queste nuove avventure, Frank Einstein diventa un personaggio di culto.
Madman compie così il passo definitivo verso la consacrazione a fenomeno artistico popolare (status al quale ambiva, forse, sin dagli esordi), atteggiandosi quale ideale punto d'incontro tra influenze letterarie, b-movie, temi fantascientifici, tematiche cosmiche e religiose rivisitate e riassemblate da Mike Allred. Nella stessa ottica della Pop art, che attinge al quotidiano per manipolare e rielaborare soggetti che divegono manifestazione artistica, nelle avventure di Frank Einstein l'autore rivisita oggetti, ambienti, creature e mostri provenienti dalla cultura e sottocultura americana degli anni 50, riproponendoli e rifacendoli propri. Un accostamento alla Pop art che è squisitamente visivo, che affonda le radici nelle opere di Alex Raymond e che consente a Madman di raggiungere lo status d'icona Pop.

Con la chiusura della serie Madman termina la collaborazione con la Dark Horse e Allred decide di autoprodursi fondando l'etichetta AAA Pop Comics, realizzando una nuova serie di quindici numeri intitolata: The Atomics. Questa volta i protagonisti principali sono gli street beatnick, mutanti alle prese con l'evoluzione dei loro poteri, inseriti all'interno del mondo di Madman.
Nel 2001, grazie all'interessamento di Joe Quesada, Mike Allred approda alla Marvel. A differenza delle precedenti collaborazioni per la realizzazione di due numeri di Ultimate Marvel Tam-up, questa volta è chiamato ad occuparsi della serie regolare X-Force. Il coinvolgimento dello sceneggiatore Peter Mlligan e la garanzia di poter lavorare a nuovi personaggi lo convincono ad accettare questo progetto. La serie (che dopo quattordici numeri cambia denominazione in X-Statix per poi chiudere con il numero 26) si dimostra profondamente sperimentale, cinica e violenta nel suo approccio al genere supereroistico, evidenziandosi come l'opera più rivoluzionaria e vicina al fumetto indipendente che la Marvel abbia mai prodotto. La decisione di Milligan di utilizzare il personaggio di Diana Spencer facendolo resuscitare nella serie, scatenò proteste e malumori da parte della stampa (specialmente quella britannica) portando l'autore a desistere dal suo progetto [3].
Nel 2007 assistiamo al ritorno di Frank Einstein nella serie edita per la Image Madman: Atomic Comics, in corso di pubblicazione italiana per l'editore Magic Press.

Madman, ancorato saldamente a temi fantascientifici e più in generale alle suggestioni culturali americane tout-court, sotto colori sgargianti e toni divertenti nasconde anche contenuti autobiografici dell'autore stesso, veicolati tramite il suo alter-ego Frank Einstein. Un personaggio dall'animo adolescenziale alla ricerca del suo passato e del significato della sua nuova esistenza, vittima della prepotenza dei beatnik, inseparabile dal diario nel quale annota riflessioni e resoconti delle sue mirabolanti avventure e timoroso di essere giudicato per il suo aspetto: segnato da cicatrici che gli ricoprono gran parte del corpo é in grado di trovare sicurezza solo nascosto dal suo costume. Questo suo senso d'inadeguatezza verso il mondo, i rapporti personali e l'amore, testimonia la condizione giovanile di Allred, segnato durante l'adolescenza dal divorzio dei genitori. Un avvenimento che spezzò la routine familiare, amplificando i controversi e comuni sentimenti di quegli anni carichi di ribellione, rabbia, acne e bullismo scolastico.

Madman rappresenta il lavoro di una vita per Mike Allred, la chiave d'accesso alla sua personalissima twilight zone fumettistica, un mondo in costante evoluzione fin dagli esordi dell'autore e difficilmente riconducibile ad un genere precostituito. Un mondo raccontato grazie all'utilizzo del fumetto come forma d'arte, intriso di riflessioni personali, spirituali e metafisiche, stemperate grazie a una prosa divertente e leggera. Un'opera che fin dagli esordi è stata caratterizzata da genuinità e freschezza, capace di rivisitare vecchi cliché attualizzandoli e tra le cui pagine è bello pensare che brilli una scintilla della magia del “Giovane Holden”.


Note:
[1]
Considerata all'epoca la Apple Records dei fumetti in riferimento all'etichetta discografica creata dai Beatles che garantiva libertà creativa e opportunità commerciali ai nuovi talenti.

[2] Termine dispregiativo coniato nel 1958 dal giornalista Herb Caen come gioco di parole tra Beat generation e Sputnik, a sottolineare la distanza dei beat dalla società dell'epoca e la loro vicinanza all'ideologia comunista.

[3] In Italia X-Force e X-Statix sono state pubblicate sul mensile X-Men Deluxe dal n.85 al n.129. Purtroppo l'editore Panini ha lasciato inediti gli ultimi sei numeri della serie.


Riferimenti:
Aaapop, il sito di Madman/Allred: www.aaapop.com



invia articolo  invia per e-mailstampa articolo stampa2010-01-25 15:51:45 
Ferdinando Maresca 
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