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22 giugno 2009
Sommario: Wolverine: Logan; Città 14; SOLO #1; 1985; Astral Project vol. 1; Occhio di lupo.

Copertina di Wolverine: LoganWolverine: Logan
di Brian K. Vaughan e Eduardo Risso
Panini Comics, 2009 – 80 pagg. col. cart. – 12,00€

In questo elegante volume cartonato, Panini Comics raccoglie la miniserie dedicata all'artigliato canadese scritta da Vaughan e disegnata da Risso. Una storia che aggiunge un nuovo piccolo tassello alla sterminata mitologia di cui Wolverine è protagonista. Infatti lo scrittore de L'Orgoglio di Baghdad lo pone ad Hiroshima nel momento dello sgancio della bomba nucleare da parte delle truppe americane. Una delle pagine più nere della storia mondiale viene quindi rivisitata dagli occhi del mutante più famoso, di cui lo scrittore cerca di far venire fuori la dolcezza e la parte più umana del suo carattere, riuscendoci in gran parte. Forte la storia è fin troppo breve, ma alle volte questo è un bene, visto ormai il proliferare di storie inutilmente decompresse. Insomma, non un capolavoro, ma una storia molto godibile. Disegni di Risso molto funzionali nonché azzeccati alla storia, con una colorazione non coprente che aiuta molto. Edizione pregiata come già detto, anche se l'elevato rapporto pagine/prezzo potrebbe tenere alla larga dal prodotto alcuni strati di pubblico. (Salvatore Cervasio)

Città 14
di Pierre Gabus e Romuald Reutimann
Planeta DeAgostini, 2009 – 288 pagg. b/n bros. – 14,95 €

Non capita tanto spesso di imbattersi in fumetti che si allontanano dai generi tradizionali per mescolarli e ricrearli in maniera originale, e quando succede è sempre una gran bella scoperta. È il caso di "Città 14", inizialmente uscito in Francia in 12 albi al prezzo di appena 1 euro cadauno, e da poco tradotto anche in italiano. In una suggestiva atmosfera hard-boiled arricchita da elementi fantastici, in cui convivono animali antropomorfi, umani ed alieni, un elefante in fuga da un misterioso passato sbarca come emigrante nella Città del titolo. Qui trova subito il suo prossimo compagno di avventure, un castoro reporter d'assalto che lo coinvolgerà in variegate vicende alle prese con malavitosi, ricatti, attentati, supereroi corrotti, gang di girini, medium, gatti volanti e chi più ne ha più ne metta. La sceneggiatura fila via liscia, veloce ed appassionante, come nella migliore tradizione delle classiche strip d'avventura americane, ed anche i disegni ricordano un po' quei modelli, almeno per quanto riguarda il dinamismo delle composizioni e l'essenzialità del segno, che pure ci restituisce personaggi caratterizzati in modo molto incisivo. Unica nota negativa per l'edizione italiana, che non riserva nemmeno una riga alla presentazione della storia e degli autori. (Alessio Bilotta)

SOLO #1
di Oscar Martin
ReNoir, marzo 2009 – 64 pagg. col. bros – 9,00€

Futuro. La terra è una distesa desolata attraversata da creature fameliche e gruppi di sudici predoni, coinvolti in una sanguinosa lotta per la sopravvivenza. Agguati, smembramenti, fughe spericolate e viscide creature notturne che ti afferrano nel buio, sono solo il corollario a vite che si trascinano fino a domani, guidate semplicemente dall'istinto di conservazione. Esseri umani e animali antropomorfi si spartiscono il territorio, determinati a predominare su cumuli di sabbia e scampoli arrugginiti. Oscar Martin scrive e dirige "Solo" con un buon gusto estetico ed una spiccata sensibilità per atmosfere e ambientazioni, riciclando idee e impressioni provenienti da cinema e letteratura, senza mai discostarsi dal puro e semplice intrattenimento. Trascinando il protagonista di battaglia in battaglia, realizza buone inquadrature e perfetti frame d'animazione, annacquando però i contenuti di un racconto che si dimostra prevedibile e privo di particolari sorprese. Un primo volume sostanzialmente introduttivo e preparato con grande mestiere dall'autore, debuttante alla metà degli anni ottanta con Tom & Jerry, che però non riesce ad emozionare a causa dello scarso appeal del protagonista, figurina dolente nella raccolta di futuristici e risaputi scenari. (Ferdinando Maresca)

Copertina di 1985100% Marvel: 1985
di Mark Millar e Tommy Lee Edwards
Panini Comics, 2009 – 144 pagg. col. bros. – 13,00€

Mark Millar è noto per il suo stile che punta molto sulla spettacolarizzazione, con un senso cinematografico dell'azione e il gusto per le frasi ad effetto. Ecco che un'opera meno sensazionalistica e più delicata come questo 1985 sorprende il lettore e lo spiazza. E rivela una volta di più le qualità di un autore che a volte pare mascherarsi e nascondersi dietro a certe scene ad effetto, ma che possiede una capacità di scrittura e un'inventiva di tutto rispetto. Protagonista della miniserie è il piccolo Tommy, che vive nel mondo "reale" nel quale i supereroi Marvel sono semplicemente personaggi dei fumetti; eppure attraverso un passaggio dimensionale, scopre che i supercriminali che credeva personaggi di fantasia stanno invadendo il suo mondo. Per sconfiggerli dovrà metterci tutto il suo coraggio e tutto quanto ha imparato dai suoi amati fumetti. Edwards, con il suo stile tra il pittorico e il realistico, è un valore aggiunto a un volume tra i migliori prodotti dalla Marvel nell'ultimo anno. Piccola curiosità: nel progetto iniziale di Millar, 1985 sarebbe dovuto essere un fotoromanzo. (Ettore Gabrielli)

Astral Project vol. 1
di Marginal e Syuji Takeya
JPOP, feb. 2009 – 232 pagg. b/n bros. con sovraccoperta – 5,90€

Astral project è un manga ambizioso, cadenzato su ritmi lenti e abitato da personaggi maturi, impegnati a ricostruire il denso puzzle narrativo ideato da Marginal: pseudonimo di Garon Tsuchiya, sceneggiatore di Old Boy. Lontano dalle tematiche della vendetta approda su lidi rarefatti e filosofici indagando l'impalpabile essenza dell'anima, per il tramite del giovane Masahiko (autista per "escort" di lusso) e delle sue esperienze extracorporee legate all'ascolto di un cd del sassofonista Albert Ayler, ritrovato durante l'investigazione sulla misteriosa morte della sorella. Molti i riferimenti diretti al jazz (da molti definita la musica dell'anima), a partire dal titolo ispirato a una band fondata nel 1978 a New Orleans, così come a "La strada" di Federico Fellini: luogo metaforico per indagare la progressione psicologica, cognitiva e spirituale dell'uomo. Uniti forniscono un'allettante chiave di lettura che introduce ad un'opera che si preannuncia complessa. Alle matite Syuji Takeya, ridondante nella prima parte e maggiormente convincente nelle battute finali, ma sempre a proprio agio nella raffigurazione delle scene oniriche governate dalle entità astrali. Un primo volume che pone solide basi per il prosieguo della serie. (Ferdinando Maresca)

Occhio di lupo
di Marco Belli, Gabriele Parma
Safarà Editorie, 2008 – 46 pagg. col. bros. – 11,50€

Non stupisce scoprire che questa storia, già pubblicata in Francia, deriva da un soggetto per Ken Parker a suo tempo scartato. Infatti si respira tra queste pagine lo stesso spirito, il rapporto tra l'uomo e la natura, la ricerca affannosa di un sentimento comune di pace e giustizia che si scontra con l'arroganza dell'uomo. La storia, ambientata nel grande nord degli indiani Inuit, vede l'incontro tra la civiltà, rappresenta da una missione cristiana giunta a evangelizzare gli indigeni, e la vita spirituale e brutale dei popoli nati e cresciuti in ambienti freddi, selvaggi, duri. La differenza con il padre putativo si evidenzia, oltre che nel colore, nella composizione della tavola, molto più libera ma anche più fitta per concentrare tutte le vicende nelle 46 pagine del cartonato francese. I disegni di Parma sono buoni, arricchiti dai colori di Marie-Pierre Tiffoin, anche se un po' rigidi nei volti, e sanno rendere la maestosità dei paesaggi aiutando il lettore a immergersi nelle atmosfere del racconto. (Ettore Gabrielli)



invia articolo  invia per e-mailstampa articolo stampa2009-06-21 19:29:26 
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