Sommario: David Murphy 911 #1; Narutaru #12; Devil & Hulk #143; Volto Nascosto #14; Superman #17; Blatta.
David Murphy 911 #1 – Nel peggiore dei casi di Roberto Recchioni e Matteo Cremona Panini Comics, nov. 2008 – 96 pagg. b/n bros. – 2,90€ Perché Jack Bauer affronta i terroristi una volta all'anno per 24 ore? Perché Tex Willer trova torti da raddrizzare ovunque vada? Perché, in definitiva, certi personaggi sembrano attirarsi tutte le disgrazie? In David Murphy 911, per la prima volta (o no?), si cerca di dare una risposta coerente all'innata capacità del protagonista di infilarsi nei guai. È proprio questo il cardine della serie, anche se probabilmente non ne rappresenta la parte più interessante, essendo alla fin fine quasi un divertissement, una ironica strizzata d'occhio tra autore e lettore. Quello che colpisce, tolta la simpatia che subito proviamo per il protagonista, le spettacolari scene d'azione e gli straordinari disegni di Cremona, è che per la prima volta siamo davanti ad una rivisitazione del cinema d'azione americano tamarro degli anni 80 declinata in chiave bonellide. Cosa vista solo a sprazzi qua e là, mai in modo organico. Solo un becero action movie su carta? Per ora si, ma già nel primo numero si intuisce che questa miniserie potrebbe riservare delle sorprese. Qualche riserva sul percorso iniziatico del personaggio, che appare piuttosto scontato: quanto scommettiamo che durante la storia capirà la sua vera vocazione, abbracciando il suo ruolo di eroe? Speriamo ovviamente di sbagliarci, e ci riserviamo di tornare sul discorso a miniserie conclusa. (Giulio Capriglione)
Narutaru #12 di Mihiro Kitho Star Comics, set. 2008 – 240 pagg. b/n bros. – 4,50€ La saga di Narutaru giunge a conclusione, dopo un susseguirsi di numeri che hanno infittito il mistero, hanno shockato per la crudezza che contrasta con l'apparente innocenza dei toni e dei disegni. Una serie che si lasciava attendere mese dopo mese, lasciando il lettore con il desiderio di sciogliere i misteri dietro all'apparizione delle strane creature chiamate draghi e dei ragazzi che sembrano comandarli. Eppure nel finale, dove la carne al fuoco era tanta, troppa probabilmente, l'autore si perde. Pur mantenendo la sua abilità nel dettare i tempi degli eventi, nei dialoghi e nel tenere alto il livello di pathos, Kitho pecca nella risoluzione della storia, che si risolve in una manciata di pagine in maniera brusca e senza emozionare. Come se dovesse chiudere la serie di fretta, senza concedersi i giusti spazi e senza impegnarsi nel dare una degna fine a una storia altrimenti ben congeniata, attenza e interessante. Un ultimo numero, insomma, che lascia tanto amaro in bocca e che svaluta la saga nella sua interezza. (Ettore Gabrielli)
Devil & Hulk #143 di AA VV Panini Comics, nov. 2008 – 80 pagg. col. spil. – 3,30€ Il sommario novembrino della testata che permette ai lettori italiani di leggere le avventure del Diavolo Rosso e del Gigante di Giada presenta, per iniziare, il primo annual della testata americana Daredevil, scritto come al solito da Brubaker (coadiuvato in questo caso da Ande Parks) e disegnato da Fernandez, storia in cui viene reintrodotto il personaggio di Tarantula Nera. Brubaker è come al solito lucidissimo nel narrarci delle difficoltà che sta vivendo Matt, sebbene anche stavolta a risaltare siano i comprimari, molto probabilmente la forza vera e propria della testata. Termina sempre in questo numero la prima run di Hercules di Pak e Van Lente coi disegni di Pham. La serie si dimostra come al solito simpatica, con personaggi multi–sfaccettati e dialoghi gustosi; una bella scoperta. Chiude l'albo un inutile What If, davvero evitabile. (Salvatore Cervasio)
Volto Nascosto #14 – Dietro la maschera di Gianfranco Manfredi e Massimo Rotundo Sergio Bonelli Editore, nov. 2008 – 96 pagg. b/n. bros. – 2,70€ Si conclude in questo albo la miniserie di Gianfranco Manfredi. E come già il sottotitolo anticipa, tutti i nodi vengono al pettine. La storia ha un ritmo abbastanza sostenuto, proprio perché la carne messa al fuoco dall'autore marchigiano era tanta ed era quasi sicuramente nelle sue intenzioni chiudere tutte le vicende. Proposito attuato, anche se alcuni snodi della vicenda erano già prima abbastanza prevedibili. Non per questo l'ultimo numero si è dimostrato una delusione: anzi la visione dell'autore sui rapporti tra i personaggi rimane lucidissima ed estremamente interessante nonché molto empatica per noi lettori. Anche i disegni di Massimo Rotundo appaiono perfettamente adatti al tipo di vicenda che la miniserie ha voluto raccontare, soprattutto per quel che riguarda le ambientazioni romane. Un po' meno azzeccata la copertina, anche a causa di un'interpretazione di Matilde non particolarmente felice, ben diversa da quella straordinaria che il disegnatore ci ha dato durante tutto il corso dell'opera. Pollice decisamente su per tutto il progetto. (Salvatore Cervasio)
Superman #17 di Geoff Johns e Gary Frank Planeta DeAgostini, ott. 2008 – 48 pagg. col. spil. – 2,95€ Continua la saga ambientata nel futuro della Legione dei Super–Eroi, con Johns che si concede il lusso di immaginare uno scenario in cui Superman è privo di poteri; ottima occasione per sottolineare cosa renda una persona un eroe, al di là del volare più veloce della luce. Vero punto di forza della storia, che si mantiene interessante e ben delineata nella trama come nei protagonisti, sono però i disegni di Frank, che sembra nato per disegnare il personaggio. Un Superman massiccio ma non abnorme, profondamente umano e altrettanto chiaramente superiore per morale e forza di spirito. Un ottimo esempio del giusto mix tra tradizione narrativa supereroistica e un gusto più moderno. (Ettore Gabrielli)
Blatta di Alberto Ponticelli Leopoldo Bloom, 2008 – 148 pagg. b/n bros. – 15,00€ Dopo anni Alberto Ponticelli torna autore completo. In questo Blatta si può gustare sia il vecchio spirito istintivo e coraggioso degli inizi, sia l'evoluzione di un artista che con le sue esperienze ha avuto modo di raffinare il proprio stile. Ma al di là di questo c'è il fumetto. Una storia distopica di alienazione ed annichilimento dell'individuo che immola coscientemente se stesso ad una civiltà perfezionista per avere in cambio la totale assenza di rischio da contaminazioni esterne. Una storia che risulta fortemente radicata nell'evoluzione della società odierna. Al contempo una storia che procede per simboli e stimoli, prediligendoli ad una narrazione puramente lineare di avvenimenti. A tutto ciò va aggiunta la spettacolare capacità grafica dell'autore che, libero da ogni vincolo di sorta, riesce a creare delle tavole che si fanno ricordare per bianchi e neri ben calibrati e delle vertiginose prospettive. In definitiva un bel ritorno cui auguriamo successo. (Michele Quitadamo).